E’ un gioco per chi?

sfilata

Sono stata invitata a partecipare ad una sfilata di beneficenza, questo mi lusinga molto, ma l’idea di far sfilare dei bambini con i miei abiti, mi lascia un pò perplessa.

Ho sempre detestato veder sfilare i bambini con sembianze da piccole donne e piccoli uomini, ed ora che  mi trovo io a doverlo fare mi sento combattuta.

Ho chiesto al figlio di un amica se aveva voglia di sfilare con i miei abiti, e dopo un accurata spiegazione di cosa fosse una sfilata mi ha detto “si vengo”. Dopo qualche giorno gli ho chiesto se sarebbe venuto a fare le prove, la risposta è stata:

“io so camminare avanti e indietro, perché devo venire a fare le prove!!!”

Sento di continuo dire per loro è un gioco, non vedo come un bambino dovrebbe trovare divertente fare su e giù su una passerella, ma non saremo forse noi “adulti” a voler credere che sia  un gioco per pulirci la coscienza?

Dalla mia io mi giustifico dicendo che non li farò sfilare, ma li farò ballare o giocare a campana, ma in fondo è la stessa cosa, dei bambini si trovano costretti a dover fare un attività in tempi strettissimi solo per mettere in mostra il mio lavoro.

Anche nel fare le foto mi chiedo sempre quanto sia giusto, cerco sempre di scegliere bambini che si conoscono, così da farli sentire a proprio agio, di avere giornate intere così da trovare il momento giusto per loro.

Ed è proprio il tempo il fattore che fa la differenza tra un servizio fotografico ed una sfilata. Durante un servizio fotografico si cerca di  rispettare i tempi dei bambini, ci sono momenti di gioco e di confusioni simili alla vita quotidiana.

Al contrario durante una sfilata si pretende che i bambini siano pronti, bravi e preparati esattamente in quei dieci minuti in cui usciranno in passerella, questo lo trovo una forzatura.

Continuo a domandarmi se sia eticamente giusto, nel tentativo di inventare qualcosa per rendere il tutto buffo e spontaneo…….

ANG

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